Èrice (Èrici o U Munti in siciliano) è un comune italiano di 27 567 abitanti del libero consorzio comunale di Trapani in Sicilia. Dal 1167 al 1934 ebbe il nome di Monte San Giuliano.
Nel centro cittadino, che è posto sulla vetta dell’omonimo Monte Erice, sono residenti solo 1024 abitantI (popolazione che decuplica nel periodo estivo), mentre la maggior parte della popolazione si concentra a valle, nell’abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani. Il nome di Erice deriva da Erix, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Bute, ucciso da Eracle.
Il territorio di Monte San Giuliano, oggi denominato Agro ericino, comprendeva oltre al territorio dell’attuale comune, anche quelli di Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo, Buseto Palizzolo e parte di quello di Castellammare del Golfo.
L’imperatore Federico II, con un privilegio del 1241, aveva concesso agli ericini il possesso di questo vasto territorio che comprendeva al suo interno numerose località, chiamate casali con tutti i loro tenimenti e le loro pertinenze. Questo territorio, sul quale l’università del Regno esercitava la sua giurisdizione, era diviso in feudi e contrade: la sua estensione era, fino al 1846 di circa 40000 ettari, il suo litorale si prolungava per 26 miglia dalla spiaggia di Castellammare del Golfo a quella di San Giuliano e al suo interno erano comprese tre baronie. La prima era quella di Baida, che confinava a settentrione con la spiaggia e il cui barone godeva il mero e misto impero; l’altra era quella di Inici, della quale erano feudatari i Sanclemente; l’ultima era quella di Arcodaci, proprietà della famiglia Monroy. All’universitas spettavano, tra i diversi feudi, il feudo Punta, così chiamato per una punta di terra che si estende verso il mare chiamata Capo San Vito, il feudo di Castelluzzo, che prese il nome da un castello che si trovava in questa località, e il feudo Sanguigno. Nel 1846 parte di questo territorio veniva sottratto all’universitas di Monte San Giuliano e attribuito a Castellammare del Golfo. Tra il 1948 e il 1955 ampie porzioni si staccarono dal suo territorio e costituirono i comuni di Valderice, Custonaci, San Vito Lo Capo e Buseto Palizzolo.

Erice (Erice is pronounced with the stress on the first syllable: EH-richay.)

Erice is an unforgettable medieval hilltown with ancient origins in Sicily, close to the port city of Trapani on the island’s western coast. The sober historic town is surrounded by defensive town walls, crowned by a castle, and dominates the surrounding area from its mountainous height of approximately 800 metres above sea level.
Erice is in such a spectacular, naturally fortified position high above the natural harbour of Trapani, that it is not surprising that the site has been occupied for millennia. It’s perhaps not surprising either, that with the crag’s veil of shifting clouds and air of mystery it was an important sacred site. There was a temple of Venus here which outlasted the different civilizations holding sway in the area. The female divinity to which the shrine was dedicated changed slightly with each culture: Astarte for the Phoenicians, Aphrodite for the Greeks and Venus for the Romans. Fertility rites would probably have taken place on or around the temple site, at the highest point of the town.
Erice was probably founded by the Elymians, a native Sicilian people who also built the nearby town and temple of Segesta. After the Greeks, Carthaginians and Romans, the town was later ruled by the Arab, then the Norman rulers of Sicily. For the Arabs it was Gebel-Hamed, for the Normans and their successors Monte San Giuliano, then in the 1930s the town became one of several in Italy to be renamed under Mussolini in honour of its ancient past, and Monte San Giuliano, formerly Eryx, became Erice.
Erice is famous for its almond biscuits and pastries, proudly stacked up in the windows of several pasticcerie.
Erice is a pretty town and it is very atmospheric. Its streets are handsomely paved with a characteristic pattern of differently-sized shiny stones. Only about 300 people now live in the historic centre, though there are other settlements around the slopes below. The town is busy in summer though, and on Good Friday, when Erice’s wooden sculptures of the misteri – crucifixion scenes – are carried around town in a solemn Easter procession.

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